Smart worker, l’identikit di Doxa e Polimi
17 febbraio 2017
In Italia, l’età media dei 250mila smart worker con autonomia spazio-temporale nel proprio lavoro pur essendo dipendenti è di 41 anni e per il 69% sono uomini. In pratica, sono soprattutto i dipendenti già in azienda a trasformare il proprio lavoro in agile con la possibilità di lavorare meglio, di liberare energie e, alla fine, di essere più produttivi. A dirlo a survey svolta da Doxa in collaborazione con l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano su oltre 1.000 aziende con più di 10 addetti: impiegati, quadri e manager. Gli smart worker sono cresciuti del 40% dal 2013 al 2016, passando dal 5% al 7% della popolazione aziendale. «Cresce in particolare la componente di dirigenti che si ritagliano spazi e tempi diversi dall’ordinario, con un’ora di lavoro in più al giorno», rileva Guido Argieri, Telco & Media Director, Doxa.
In Italia, l’età media dei 250mila smart worker con autonomia spazio-temporale nel proprio lavoro pur essendo dipendenti è di 41 anni e per il 69% sono uomini. In pratica, sono soprattutto i dipendenti già in azienda a trasformare il proprio lavoro in agile con la possibilità di lavorare meglio, di liberare energie e, alla fine, di essere più produttivi. A dirlo a survey svolta da Doxa in collaborazione con l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano su oltre 1.000 aziende con più di 10 addetti: impiegati, quadri e manager. Gli smart worker sono cresciuti del 40% dal 2013 al 2016, passando dal 5% al 7% della popolazione aziendale. «Cresce in particolare la componente di dirigenti che si ritagliano spazi e tempi diversi dall’ordinario, con un’ora di lavoro in più al giorno», rileva Guido Argieri, Telco & Media Director, Doxa. L’approccio al lavoro vede un forte allineamento al management: gli smart worker guardano al futuro, investono sulla propria carriera (41% versus 16% dei lavoratori tradizionali) e crescono più degli altri (29% versus 11%). Anche alla voce work-life balance le percentuali raddoppiano: sono soddisfatti dell’organizzazione del tempo tra vita privata e lavoro il 35% degli smart worker contro il 15% del resto della popolazione aziendale e il bilanciamento delle rispettive esigenze avviene per il 29% contro il 15%. L’entusiasmo per il proprio lavoro è al 46% rispetto al 20% dei dipendenti tradizionali e l’orgoglio è al 43% contro il 23% degli altri.